L'editoriale
OGGI SI SCEGLIE TROPPO
31 Dicembre 2025 - Marcello Fumagalli
Affermazione splendida ... perché sembra semplice, ma in realtà tocca un nodo profondo. La scelta non è mai stata la stessa nelle diverse epoche e, oggi, è cambiata ancora una volta. Sembra quasi una frase sospesa, come se stessimo per dire qualcosa di importante, ma ci fossimo fermati un attimo prima. È una frase che agita, sembra semplice, ma contiene un infinito. L’aforisma “Oggi si sceglie troppo” può voler dire molto e può essere letto in modi differenti ognuno con un sapore diverso. Così il tempo a cui ci si riferisce si può percepire come pieno di decisioni piccole o grandi che siano in cui ogni gesto, dal caffè alla scelta di vita, pesa un po’ di più facendoci sentire costretti in un gioco faticoso. Il gioco diventa sempre più difficoltoso quando siamo obbligati a prendere nuove strade con una separazione specifica che ci pesa e ove tutto ci sembrerà in discussione fintanto il ripristino dell’ordine nel caos del mondo. La nostra epoca, in cui ogni valutazione è seguita da una decisione, ci impone di vivere con la “filosofia del secolo” il cui ritmo è ricco di promesse per una qualsiasi cosa anche se non ancora ben definita. Una volta si sceglieva meno non perché le persone fossero meno intelligenti, ma perché c’erano meno alternative, meno prodotti, meno informazioni, meno stimoli, meno confronto e, soprattutto, meno rumore. La scelta era spesso sociale, non individuale ... si seguiva la famiglia, la tradizione, il mestiere del padre, il partito, la parrocchia. Oggi viviamo nel paradosso dell’abbondanza ove tutto è possibile, accessibile, personalizzabile e di conseguenza dobbiamo scegliere troppo spesso. Tutto questo si trasforma in ansia da prestazione, paura di sbagliare, di perdere l’opzione migliore per sfociare nella “fatica decisionale” - decision fatigue - ormai divenuta un fenomeno psicologico per il quale le risorse mentali si esauriscono portandoci a procrastinare, a prendere decisioni impulsive prive della qualità necessaria. La qualità delle scelte, dopo averne prese troppe, peggiora perdendo in chiarezza. Una volta si sceglieva poco, oggi si sceglie troppo. La sfida è tornare a scegliere bene!