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28

Gen

Testo unico legislazione farmaceutica. La delega torna a Palazzo Chigi

1 | Farmaceutica, bozza ddl delega: tetti di spesa, payback e digitalizzazione

Il disegno di legge recante la 'Delega al Governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica' figura all'ordine del giorno del pre-Consiglio dei ministri di ieri. La bozza del provvedimento, composta da 4 articoli, affida al Governo una delega per adottare entro il 31 dicembre 2026 uno o più decreti legislativi volti a razionalizzare la normativa su accesso ai farmaci, controllo della spesa farmaceutica, servizi sanitari erogati dalle farmacie e rafforzamento della rete assistenziale territoriale, anche in coerenza con il Pnrr.

L'articolo 1 definisce finalità e procedura della delega. Il Governo è autorizzato a intervenire con testi unici di settore "nel rispetto dei princìpi costituzionali nonché dell’ordinamento dell'Unione europea", sulla base dei criteri generali e specifici fissati dalla legge. I decreti legislativi saranno adottati su proposta del ministro della Salute, di concerto con il Mef e gli altri dicasteri competenti, previo parere del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari. È inoltre prevista la possibilità di emanare decreti correttivi e integrativi entro 24 mesi.

L'articolo 2 individua i principi generali della riforma: migliorare l’accesso al farmaco, ottimizzare i servizi sanitari, rafforzare la rete assistenziale e potenziare la programmazione e il controllo della spesa. Tra i criteri direttivi figurano il riordino organico delle norme, il loro coordinamento sistematico e l'abrogazione espressa delle disposizioni non più attuali, oltre alla "revisione del sistema sanzionatorio penale e amministrativo vigente" secondo criteri di proporzionalità.

Il cuore della delega è contenuto nell'articolo 3, che elenca i principi e criteri direttivi specifici. Tra questi, la revisione della disciplina della distribuzione dei medicinali, anche per favorire la produzione interna di principi attivi, in particolare per pazienti affetti da patologie rare o croniche; l'adeguamento dei tetti di spesa farmaceutica e dei meccanismi di payback; il rafforzamento dei sistemi informativi nazionali e regionali, con integrazione dei dati della Tessera sanitaria "al fine di monitorare la carenza di farmaci" e con obblighi di comunicazione tempestiva in caso di interruzione della commercializzazione. Centrale anche il ruolo delle farmacie territoriali, da rafforzare come presidi sanitari di prossimità, promuovendo servizi come televisita e telemonitoraggio e una maggiore integrazione con la rete assistenziale locale.

L'articolo 4 reca le disposizioni finanziarie. Per l'attuazione di parte della delega è autorizzata una spesa pari a 16,25 milioni di euro per il 2026, 20,25 milioni per il 2027 e 4 milioni annui a decorrere dal 2028, con copertura a valere sui fondi speciali del Ministero dell’economia. [ADNKronos]

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