“Mitigare il payback” che pagano le aziende farmaceutiche per rendere più attrattivo il nostro Paese e lavorare per non essere più “dipendenti da Cina e India” su principi attivi ed eccipienti, le preziose materie prime con cui si producono i farmaci, con l'Italia tra i Paesi leader nella produzione ma troppo esposta sulle forniture dall'estero. Per migliorare l'accesso ai farmaci in Italia “bisogna intervenire sulla governance di carattere legislativo che dia un quadro chiaro e con il Testo unico sulla legislazione farmaceutica noi vogliamo perimetrare tutto questo”, assicura il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato durante l'incontro “Dialoghi sull'innovazione accessibile - Innovaction”, promosso da Gsk e Adnkronos a Roma e realizzato con il patrocinio di Farmindustria e dedicato all'innovazione in ambito sanitario. “L'intenzione - assicura Gemmato - è mettere in sicurezza la nostra straordinaria filiera del farmaco che è cresciuta, siamo primissimi in Ue. Se difendiamo questo settore difendiamo il diritto alla salute dei cittadini che possiamo curare bene e meglio”.
Gemmato: riportare le materie prime in Italia
La “deadline” per approvare il Testo unico sulla legislazione farmaceutica ora all'esame del Parlamento è dicembre 2026, il termine entro il quale dovranno essere approvati i decreti attuativi che dovranno ridisegnare la governance della farmaceutica intervenendo tra le altre cose sul payback che pagano le aziende e l'attrazione degli investimenti. “Attualmente siamo nella fase di audizione degli stakeholders al Senato e poi la delega passerà alla Camera. Siamo nei tempi e poi ci saranno i decreti attuativi”, avverte il sottosegretario Gemmato. “Nel Testo unico ci saranno diverse cose, ad esempio l'80% dei principi attivi che servono per allestire farmaci salvavita oggi vengono prodotti in Cina e in India. Se dovessimo avere un incidente diplomatico - ipotizza Gemmato - con questi Paesi o se banalmente dovessero smettere di inviarci prinicipi attivi in Italia, noi avremmo l'orizzonte di qualche settimana per curare gli italiani e dopo rimarremo senza farmaci. Ci stiamo abituando al fatto che le guerre si combattono anche sfruttando l'energia, in chiave geopolitica la farmaceutica è un ambito da difendere e il nostro Governo si sta proponendo proprio di riappropriarsi di questo settore dove l'Italia ha una grande storia. Vogliamo far in modo che in Italia non avvenga solo l'ultima linea dell'allestimento dei farmaci complessi ma che vi sia anche la produzione di principi attivi ed eccipienti”.... [IlSole24Ore]