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editoriale

L'editoriale

E si sta preparando......il futuro

09 Gennaio 2014
Marcello Fumagalli

Una strana sensazione ormai ci pervade da tempo. L’incognito del prossimo decennio, l’incognito di ciò che verrà scoperto…… l’incognito delle cose terrene che restano segrete e nascoste per paura della risposta dei popoli. I social network affollano ogni nostro momento e così, cosa stiamo pensando o provando, è svelato ad una moltitudine di amici virtuali di cui alle volte non sappiamo nulla. I segreti più profondi dell’animo sono violentati senza che ci rendiamo conto dell’assurdità del nostro comportamento. Una volta erano oggetto di intimità assoluta senza che essi partecipassero al contenuto di un nostro profilo psicologico. Il bisogno che abbiamo di renderci visibili è forse dovuto alla nostra completa solitudine, alla disperazione che i tempi ci impongono, alla consapevolezza dell’anonimato più profondo. I segreti diventano segreti di Pulcinella e la solitudine ci avvolge sempre più. Nulla è più celato, nulla è più esclusivo e le leggende sono svelate perdendo quel fascino romantico che esse stesse nascondono. Mi ricordo quando mia madre mi raccontava le favole più antiche che, passando attraverso la sua interpretazione, mutavano secondo il momento in cui me le narrava. Le sirene diventano così scimmie d’acqua e se ne registra il loro vocalizzo alimentando l’idea che esistano specie intelligenti simili a noi, ma che vivono nelle oscurità degli abissi marini. L’idea mi agita, ma nel contempo mi allieta proprio perché mi toglie dall’ansia dell’unicità, dall’agorafobica situazione di disagio pensando a noi stessi dispersi in questo infinito Universo. Una scoperta del genere migliorerebbe l’essere umano che troverebbe un significato più alto alla propria esistenza e avrebbe la possibilità di credere che tutto non è assoluto su questa Terra e che potremmo verificare l’esistenza di un altro mondo ove ci potremmo riconoscere depurati dalle scorie della nostra evoluzione biologica. Se tutte le leggende avranno un termine, perché svelate, spero che il tragitto che ci separa da quel momento sia un motivo di profondo mutamento per l’uomo destinandolo ad un futuro di perfezione. L’era dell’Acquario comincia a segnare i tempi e le mutazioni profonde del nostro spirito ci condurranno a quella purezza dei primi tempi o se credete dei bambini. L’Albero della Vita è il nostro riferimento e “Kèter”, emblema del diadema regale, della volontà divina, creatrice ed ispiratrice dell'"Universo", precorre “Khokhmàh” ovvero la sapienza e la saggezza fonte e causa dell'energia cosmica... fucina dell’intelligenza, della conoscenza e della memoria a sua volta racchiusa in “ Binah” preambolo a “Chèssed” baluardo della pietà, della misericordia e della clemenza nonché della grandezza. E poi ancora “Ghevuràh” con la forza, la potenza e il timore misto al "rigore" fortilizio a “Tifèret” espressione della bellezza e della redenzione - legame tra i mondi dello "spirito" e della "materialità” - anticamera e mezzo dell’eternità o “Nèzakh”. Alla fine “Hod” trionferà nella maestà, nello splendore e il principio dell’integrità, “Yessòd”, aprirà a “Malkhùth” il luogo in cui la magnificenza del Regno celeste sarà il riferimento che ci guiderà dal nostro Microcosmo al Macrocosmo. Sono esausto carissimo amico, ma so che sei e che siamo sulla strada giusta.

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