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editoriale

L'editoriale

Nontiscordardimè

19 Novembre 2013
Marcello Fumagalli

La leggenda su questo nome scomoda addirittura Dio che, nel conferire i nomi alle differenti piante, si sentì supplicare dall'ultima un:“Non ti scordar di me”. E così il massimo artefice decise che quello sarebbe stato il suo nome. L'animo umano, attingendo al racconto, maturò nel tempo un atteggiamento di "simpatia" nei confronti del "celeste fiorellino" affidandogli simbolici significati quale quello dell'amore e del ricordo. Nel nostro inconscio la pianticella ha la capacità di stimolare particolari sensazioni e suggestioni ormai connaturate antropologicamente ed è per questo che ho scelto, come titolo, "Non ti scordar di me". Molto, di tutto quello che è possibile mettere sotto forma di parole, alle volte risulta impossibile da spiegare e così non sarà mai oggetto di un testo. Di tutto questo non potrà mai esistere, pertanto, una testimonianza indelebile ......ed è un bene che sia così. Difficile sarebbe trasferire, in modo comprensibile, verità e sensazioni a chi non ne ha almeno un'idea per averle già sperimentate di persona. Ma forse è bene che quello che non si conosce continui a rimanere sconosciuto. Solo così si potrà ancora occuparsi dei problemi giornalieri ed illudersi di vivere in un mondo da "leggenda". Non chiedetemi dunque di raccontare quello che ho visto, vissuto ed ascoltato perchè la sola memoria mi provoca una sensazione di tristezza. Ricordate però che ciò che è dimenticato dai più non è, solo per questo, necessariamente morto. Il sapore della vita di una volta si è quasi ridotto ad un lumicino. Forse a noi sembra che addirittura sia scomparso, ma il "Non ti scordar di me" ci viene in aiuto. Le leggende e le migliaia di parole scritte su di loro sono diventate un combustibile per le nuove generazioni......tutte tese ad indagare ciò che è stato solo intuito da chi li ha preceduti. Mi sovvengono molti nomi di uomini la cui personalità ha saputo creare un'aura di miticità e misteriosità che non sembra sfumare ancora a distanza di anni. L'emozione si mostra sempre a lento rilascio. E così proiettato nel tunnel del tempo ho sentito la mente che correva verso il "Non ti scordar di me". Questo editoriale chiude dieci anni di appuntamenti e apre un nuovo periodo. E' anche l'ultimo editoriale del libro che abbiamo realizzato per il decennale e nel quale sono raccolti tutti i testi scritti, da dieci anni, e più, a questa parte, per il nostro mensile appuntamento. "Tutto ciò che incontrai nel mio andare ora fa parte di me. E quello che ho visto è una porta che si apre sul nuovo: e più vado avanti più vedo i confini lontani". Queste splendide parole di Alfred Tennyson, dedicati a Ulisse, metafora incarnata del viaggiatore, esprimono, come solo la lirica sa fare, la condizione itinerante dell'uomo, la sua brama originaria di andare a cogliere la "stella che cade" oltre la linea dell'orizzonte.

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