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L'editoriale

Archaic Lymbic System

02 Gennaio 2013
Marcello Fumagalli

Molti milioni di anni fa una spaccatura terrestre fu la madre e la culla dell’umanità. Un insieme di eventi catastrofici della costa nord orientale dell’Africa portò ad un cambiamento talmente profondo della vita sul nostro pianeta che ancora oggi non è terminato. Le mutazioni meteorologiche indotte dall’apocalisse terrestre e geografica favorirono, impensabilmente, l’insorgere della specie umana. Le code prensili, il folto pelo e il camminare a quattro zampe lentamente sparirono per dare spazio alle mani con i pollici opponibili, ad una pelle glabra, ad un camminare eretti nel nuovo mondo. E fu l’inizio! Con la mutazione il dominio dell’arcaico sistema limbico intraprese il suo declino favorendo una nuova supremazia…. quella della neocorteccia cerebrale dove apprendimento, linguaggio e memoria hanno la loro casa. Ma l’anatomia del corpo umano non ha subito un equivalente metamorfosi e il sistema limbico giace ancora all’interno di ognuno di noi e i suoi effetti non sono assolutamente scomparsi. Ancora stati emotivi non controllati o scarsamente controllati …… come la paura …. agiscono ancora secondo il più antico senso viscerale che l’uomo abbia mai conosciuto. Situazioni quali l’affrontare l’ignoto diventano, in tal senso, l’origine dell’ angoscia che sopravviene ogni qualvolta i punti di riferimento vengano meno. Un cambio epocale, un abbandono, o ……. più semplicemente…….. il cambio di lavoro e….. perché no ….. l’inizio di un anno nuovo possono diventare un innesco per una sensazione di “paura dell’ignoto”. L’arcaico sistema ha in questi casi il suo ritorno di gloria sebbene privato di quel sano ruolo indirizzato alla sopravvivenza. Gli animali, privi del bene della neocorteccia, vivono e si conservano solo grazie a tali tempeste emotive che li aiutano in tutte quelle realtà dettate dalla propria percezione dell ”ignoto” reagendo secondo il singolo principio della conservazione. E noi che facciamo? Beh! Noi siamo un po’ più complessi, ma non più di tanto! I molteplici comportamenti animali di difesa e conservazione sono per l’uomo mediati dal tono della voce, dal pianto, dallo sguardo, ma anche dagli stati psicologici tutte le volte che il nostro intorno diventa a noi sconosciuto. Così terminiamo un anno brindando felici per poi ritrovarci seduti su una poltrona a pensare come sarà e cosa ci riserverà l’anno appena iniziato. Buon Anno a Tutti sperando che il nostro sistema arcaico perda sempre più potenza e ci permetta di usare sempre meglio la nostra neocorteccia. Intanto il mondo non è finito come ci hanno teorizzato, ma ci toccano ancora 26500 anni circa prima di ritrovarci di nuovo ove siamo ora. Ehi Tu ……… sorridi!

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